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26 luglio 2019

Giovanni Andrea Zanon | violino
Maria Grazia Amoruso 
| pianoforte


Chiesa di Sant'Antonio (Capraia Isola)

Franz Schubert
Sonatina Op. 137 n. 1

Johann Sebastian Bach
Adagio dalla prima sonata BWV 1001

Nicolò Paganini
Capriccio n. 5

Fritz Kreisler
Schön Rosmarin 

Ludwig van Beethoven
Sonata per violino e pianoforte in fa maggiore Op.24
"La primavera" 

Giovanni Andrea Zanon

Giovanni Andrea Zanon inizia lo studio del violino all'età di due anni. Nel corso della sua attività musicale ha vinto oltre trenta concorsi nazionali ed internazionali (tra i quali il "Riviera Etrusca" all'età di quattro anni, il "Premio Nazionale delle Arti" come miglior violinista dei conservatori italiani, il concorso di Novosibirsk in Russia, dove ottiene anche tutti i premi speciali, e il diploma di laurea al "Wieniawski and Lipinski violin competition" di Lublino). Effettua concerti in qualità di solista in Italia, Svizzera, Germania, Polonia, Russia, Austria, Repubblica Ceca, Canada e Stati Uniti esibendosi in alcune delle sale più prestigiose al mondo tra le quali la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Musikverein di Graz, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro alla Fenice di Venezia, la Smetana Hall di Praga, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Festspielhaus di Baden-Baden, il Teatro Politeama di Palermo e l'Arena di Verona. Riceve numerose menzioni e riconoscimenti fra i quali, a sei anni, quello del Presidente della Repubblica Italiana Ciampi e quelli dalla Reale Escuela Superior de Musica Reina Sofia di Spagna, dall'Ambasciata Generale degli Stati Uniti in Canada, il "Leone d'Oro" dalla Regione Veneto per i "meriti artistici conseguiti all'estero" nonché la nomina di "alfiere della Repubblica" dal Presidente Sergio Mattarella. Ammesso al conservatorio "C. Pollini" di Padova nel 2002, all'età di quattro anni, risulterà essere il più giovane ammesso nella storia delle istituzioni musicali statali italiane. Successivamente si diploma al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia con lode e menzione onorevole. Su consiglio di Zubin Mehta si trasferisce negli Stati Uniti per studiare con Pinchas Zukerman presso la Manhattan School di New York dove risulta vincitore della selezione per il "Master of Art" di violino all'età di sedici anni. Successivamente si perfeziona alla "Hochschule für Musik Hanns Eisler" di Berlino con Antje Weithaas. Attualmente frequenta i corsi di perfezionamento all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Sonig Tchakerian. 

Maria Grazia Amoruso

Maria Grazia Amoruso è pianista e organista. Il suo repertorio spazia da Frescobaldi e Bach a Dallapiccola e Castiglioni. Si è distinta in concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Concorso Schubert e il Concorso di Ginevra. È stata invitata al Festival Internazionale Europa Musica, al Festival Internazionale Ticino Musica, al Teatro Medina di Madrid, alle International Holland Music Sessions e al Bergen Festival. Ha collaborato con l'Associazione Filarmonica Giovanile di Genova, con l'Orchestra da Camera Alma Mahler e con l'Università degli Studi di Siena. Maria Grazia Amoruso ha iniziato il suo percorso artistico al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, dove si è diplomata in pianoforte con il massimo dei voti. Successivamente si è perfezionata con Lazar Berman, Jan Marisse Huizing, alla scuola di Tatiana Nikolajeva con Oxana Yablonskaja e Alexander Malter e alla scuola di Heinrich Neuhaus con Lev Naumov e Karl Leister.
L'incontro con il Maestro Giorgio Questa, con il quale ha studiato intensamente organo, analisi e interpretazione musicale, in particolare i manoscritti della musica italiana del '500 e del '600, è stato determinante per la sua evoluzione artistica. Alla scomparsa del Maestro, nel 2010, Maria Grazia Amoruso ha restaurato l'organo ligneo portativo lasciatole in eredità, con l'obiettivo di perpetuare la tradizione artistica. Nel 2006 Maria Grazia ha ideato il Festival Internazionale di Musica Isola di Capraia, di cui è direttore artistico. 
L'organo è stato il protagonista dell'edizione 2015 del Festival di Capraia Isola e tornerà ad esserlo anche in questa edizione del 2019. Sempre con questo organo, nel febbraio 2015 Maria Grazia Amoruso ha suonato i concerti di Haydn per organo e orchestra al teatro Carlo Felice di Genova, mentre nel maggio 2018, in occasione dei Rolli Days, ha tenuto quattro concerti a Genova per la Giovine Orchestra Genovese. 
Maria Grazia Amoruso ha inciso per le case discografiche Devega, Philharmonia e Zecchini numerosi CD con pianoforte con musiche di Beethoven, Chopin, Brahms, Schubert, Schumann, Fauré, Debussy e due CD con l'organo di Giorgio Questa. L'organo costruito da Giorgio Questa è uno strumento singolare: un unicum a livello mondiale, poiché oltre a vanare un timbro che non si può riscontrare in altri organi, si monta e si smonta in poche ore ed è facilmente trasportabile. In questo senso, ricorda un po' l'antico organo "portativo" di ambito medievale e rinascimentale, anche se, nonostante le dimensioni apparentemente piccole, la sua struttura fonica è quella di un comune organo italiano del Cinquecento. Lo strumento è tutto in legno e completamente meccanico. Giorgio Questa lo costruì da solo, pezzo per pezzo, seguendo gli stessi metodi artigianali degli antichi maestri organari. Comprende esattamente 491 canne di pino e di castagno. La tastiera, cui è unita la pedaliera, vanta quattro ottave. I suoi registri (Principale di pino, Ottava, Quinta Decima, Decima Nona, Vigesima Seconda, Fiffaro/Cornetta, Flauto di notte in VIII, Flauto di bosco in XII, Vigesima sesta, Vigesima nona) sono quelli tipici dell'arte organaria italiana del periodo classico. Due piccoli accessori, "passero" e "passera", imitano il verso degli uccelli, secondo antiche tradizioni organare. Un pedaletto a carrucole rende possibile la combinazione libera dei registri. Infine, a livello di curiosità, la coda di scoiattolo, uno scherzo che veniva fatto agli organisti troppo curiosi del tempo, ricorda l'antica "coda di volpe" che balzava sull'organista che aveva la malaugurata idea di tirare la leva con scritto "noli me tangere" (ossia "non mi toccare").

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